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Julio Cortázar
Argentina
Guadagni e perdite
Riprendo a mentire con grazia, mi chino rispettoso allo specchio che riflette il mio collo e la cravatta. Credo d'essere questo signore che esce tutti i giorni alle nove.
Gli dei sono morti uno a uno in lunghe file di carta e cartone. Niente mi manca, neppure tu mi manchi. Sento un buco, però è facile un tamburo: pelle ai due lati. A volte torni la sera, quando leggo cose che tranquillizzano: bollettini, il dollaro e la sterlina, i dibattiti delle Nazioni Unite. Mi sembra
che la tua mano mi pettina. Non sento la tua mancanza! Solo cose minute all'improvviso mi mancano e vorrei ricercarle: la contentezza e il sorriso, questo animaletto furtivo che ormai non vive più fra le mie labbra.
(tratto da:"Le ragioni della collera" Edizioni Farenheit 451, 1995, Roma; traduzione di Gianni Toti)
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